Mi sfiorano la punta delle labbra
l'idea con il sapore del tuo sguardo
che lascio nel silenzio, cieco e sordo,
e mi allontano coi pensieri in mano.
Li sperdo fra i sentieri di nessuno,
tra resine boschive, foglie amare
umide di rugiada e di parole
croccanti d'ombre limpide, sincere,
intense come il cantico del mare.
Mi perdo fra le onde in un riflesso
d'azzurro cancellando ogni mio passo
mentre mi lascio dietro quella corte
col suo castello di parole morte.
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