Un fiume immoto il letto dell'asfalto
fra sponde di cemento e marciapiedi
a soffocare il cielo di cobalto
lasciando qualche lembo che mi pare
appeso quasi a caso fra ringhiere
come un fazzolettino steso all'aria,
ci svolto con nostalgico piacere
prendendo la sterrata immaginaria.
E mi ritrovo a traversare un campo
di spighe, tra farfalle e girasoli,
gli scrosci estivi lievi come un lampo
e poi di nuovo il sole e lieti voli.
Proseguo sul pensiero che mi porta
più in là di questa strada deprimente
che su se stessa sembra sia ritorta,
promette tutto e infine non dà niente.
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