"La voce a te dovuta" e spengo i sensi
tra un soffio e le vertigini del cuore
imploso ritornando fra i silenzi
meditabondi di lontane aurore.
E mi ritrovo bimba sui cuscini
di notti solitarie ad ascoltare
il vento sibilante di novembre
tra le fessure d'inquietanti ombre.
I miei pensieri come l'acqua in bocca
di quei castelli sciolti sulla rena
bagnata dai respiri della luna
li arrocco sotto l'onda che li frana.
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