Il mare e tu, nel succo dei pensieri,
sul corso delle notti senza fine
come il bisbiglio giunto da lontane
fragranze di frizzanti primavere.
Pungente come il vento che arrivava
dall'orizzonte cavalcando le onde
tra strida di gabbiani fino a riva
per scompigliare dune e brevi fronde.
A volte, sai, sentivo i suoi singhiozzi
nascosti tra le piogge della notte
e immaginavo ricadesse a pezzi
come uno specchio sopra la scogliera.
Schizzando i suoi cristalli dentro l'aria
li respiravo come una preghiera,
restando in solitudine a seguirlo
nel buio e mi sembrava una miniera.
Nessun commento:
Posta un commento