Il vento scavava le sere
bagnate da gocce di luna,
soffiando le caduche foglie
che il cielo lasciava cadere.
Scavava la gola abissale
del buio, con punte di stelle,
crinando il respiro del mare,
le dighe in cui chiusi il dolore.
Scavava con mute parole
le notti bagnate di pianto,
scalzando dal tempo le ore
per dare ragione al tormento.
Mi scava, quel vento, anche adesso
che ho un pugno di polvere e vita
sfinita da un sogno e lo stesso
respiro dell'alba smarrita.
Nessun commento:
Posta un commento