e non m'importa mica tutto questo
gioco di panegirico e finzione
che si rivela infine il più molesto
raggiro dell'umana associazione.
In fondo, sai, ci credo sia più ricco
di noi quel poveraccio che dà tutto
di sé, in uno scenario d'apparenza
che sciala fole senza consistenza.
Comunicarsi a Pasqua? Si, conviene!
Magari nel tremilacentodieci,
quando saremo sciolti nelle vene
di questa terra, senza più artifici.
L'affetto è sulle bocche e dopotutto
beato te che fai bastarti questo,
chiamando "Amore" un attimo di letto
che al dunque pure un fiume lascia asciutto.
Quando saremo gocce nelle vene
di quell'azzurro complici ed amici,
magari scopriremo era altra cosa
la via che ci poteva far felici.
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