L'abisso del cielo e il mio passo
pesante m'inciampa sul suolo
tra gli umidi steli di brina
bagnati da soffi di luna.
Poi notte e di nuovo mattina,
rimangono chiuse le imposte
sui giorni che tirano gli anni,
stagioni di andate e ritorni.
Quel cielo e millenni di sguardi
sognanti, sta sempre a ridosso
degli occhi, mi pesa, si posa
nell'anima in carsici fiocchi.
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