Sui colli ovattati la notte
rimane impigliata tra i rami,
le nuvole come trafitte
da un dardo lunare, tremando
si sciolgono in stille argentate.
Tra i vetri bagnati dal buio
condensano sogni e pensieri
fra passi pesanti e i leggeri
sospiri dei fiori là fuori.
Vagheggio così tra le fole
di nebbia scalzando le oblique
lancette e col tempo del cuore
mi porto tra il sole e la sabbia
laddove ignoravo le ore.
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