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07 ottobre, 2012

Che strane cose a volte


Che strane cose a volte fa il destino,
per chi, a momenti neanche avevo un nome,
con te, che una qualifica portavo
in mano la nascosi e non so come
mi sono presentata dal primario
che fece strada nel suo immaginario.

E lì per lì mi prese per tua figlia,
poi moglie, poi badante quando infine
risposi: - una qualunque conoscente -
mi fece quasi un interrogatorio
ma in verità, sapevo poco e niente.

Quando m'hai vista entrare in quella stanza
- Ho fame -, mi dicesti sottovoce,
- Ti fidi adesso? - e ricordando quando
mi rispondesti - No! - col tuo sorriso
ironico, m'hai detto: - So' sincero! -

Non era più un rapporto di lavoro,
tu mi sembrasti il padre non avuto
e come fossi stata quella figlia
lontana, mi guardavi con affetto
commosso. - Sei la figlia? - in quel momento
chiesero il terapista ed il vicino
di letto, come fossero in un coro.

Che strane cose a volte fa il destino...
Pensare c'è per chi nemmeno un nome
avemmo e dissi - No - sovrappensiero,
- Solo un'amica di 'sto "So' sincero" - .
Ridendo mi facesti l'occhiolino.

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