e voglio il nero della notte scura,
l'abisso del silenzio, la matrice
del limpido vagito della luce
d'aurora dove il cielo mi respira.
Voglio sentire il fiato delle pietre
sui mucchi dei millenni e i fili d'erba
tremanti sulle sponde di correnti
di fiumi scivolati senza pianti.
E voglio il sole nero della notte
che porta in grembo il seme, le radici,
e palpita di vero sull'inganno
di questa brevità dal troppo affanno
che solamente i sogni fa felici.
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