Eccerto che mi piace quando piove
e il cielo bussa a gocce sopra i vetri,
tamburellando note sempre nuove,
allegre o malinconiche e battenti
come la nebbia a velo sui tormenti.
Allora si che me ne starei a letto,
magari col tepore di un camino
acceso e sfrigolante come il getto
di quell'essenza d'alito divino.
Linfa d'azzurro, voce d'infinito
che mi sussurra all'ombra del silenzio
mentre la notte scroscia e il mare gronda
dentro al mio sguardo lacrime d'assenzio.
Eccerto che mi piace quando piove,
magari potrei pure immaginare
che stia pensando a un calice che smuove
per mescolare il mondo col suo mare.
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