Non farti cadere le braccia,
è solo la controfigura
del volto del giorno che allaccia
la tenda in cui scende la sera.
Sipario. Va in scena la luna
su un foglio di carta carbone
che tutte le stelle confina
nel pugno di un'altra illusione.
Ma tu, sei il respiro d'aprile
sui monti innevati d'inverno
che ghiacciano il muto sapore
dell'acqua scorrente in eterno.
Il lieve silenzio del melo
fiorente di candidi fiocchi,
la luce ancestrale nel gelo
dei pianti che bruciano gli occhi.
Poesia, sei la sola davvero
chiarissima, sopra ogni cosa,
che muta la notte in rugiada
baciando ogni spina... ogni rosa.
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