Poi più si sta lontani col respiro
e più c'è vicinanza di pensiero,
così mi torni con le cose care
tra tante fredde svolte del sentiero.
Sei lì tra la fiammella di candela
rubata che tremava le parole
dei libri che leggevo di nascosto
nel cuore delle notti senza posto
nemmeno per un sogno verso il sole.
Sei tra le malinconiche carezze
soffiate dalle ombre sulle mura,
nel tiepido risveglio di quei fiori
cui sussurrava il vento dell'aurora.
Tra quelle ondate dietro le vetrate
del dormitorio, i rivoli di pioggia
che ancora cade nel mio solitario
cammino umano in cui la mente viaggia
avanti e indietro dentro un breve lampo
del cielo all'infinito cui si appoggia.
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