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19 novembre, 2012

Dai roridi campi

Dai roridi campi

Dai roridi campi un caldo umore
si mescola all’ ovatta del mattino,
la notte scioglie il suo manto rubino
e la bruma scompare nel colore
dell’attesa di un prossimo respiro.

La terra si apre al vomere e il trattore
procede lungo l’umido crinale,
è dolce la ferita e non fa male
come un corpo trafitto per amore.

Presto saranno frutti, e altri virgulti
rinverdiranno i pascoli e gli armenti
si nutriranno dove le sementi
avranno superato i freddi insulti
dell’inverno che bussa già alla porta.

La cagnetta mi segue e fa da scorta
per i tratturi verso il fondo valle,
e la montagna vigile, alle spalle,
si presta alla carezza che gli è porta
dalle nubi rotonde del ponente.

Cammino nel silenzio, e dico niente,
ascolto ogni sussurro, ogni bisbiglio
dei lentischi arroccati sopra il ciglio
fino a giungere al letto del torrente.

Le tanche distese hanno il sonaglio
delle greggi assonnate e il mio pensiero
assorto in questo amore mattiniero
cui non rinuncerei neanche per sbaglio.

- Gesuino Curreli -

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