E di altri sogni non avrò sentore…
passata al giorno incerto di domani,
la notte mi ha proteso le sue mani
con gesto di materno antico amore.
Un giorno non avremo più la gioia
di saperci impotenti nell’immenso
spazio di voci e pregno dell’incenso
che benedice il tempo della noia.
E’ spenta la tivù, canta la radio
nella cucina vuota e già in penombra
il silenzio si affaccia e fa la sponda
al disagio di un’eco da lontano.
Autunno, si in fretta tarda l’ora,
e restano incompiuti anche i pensieri
che vagano, fantasmi, e più leggeri,
senza arrivare al tocco dell’aurora.
Scendi, notte, e fa’ presto, a me vicino,
dentro la solitudine e il gran nulla
che mi seda la mente quando frulla
e cerca invano il senso del divino.
Vieni a placare indomiti lamenti
e dammi un po’ del sonno che ristora,
sicché domani scocchi infine l’ora
di voli e sogni dentro i firmamenti
in cui appresi a tessere ornamenti
dolci di una passione che mi ignora.
- Geuino Curreli -
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