Il fiato della lieve primavera
sembrò aromatizzare gli infantili
schiamazzi fra le labili preghiere,
gli altari, le parabole del mare.
I sogni si mutarono in pensieri,
poi vidi stelle e limpidi bagliori
di sale che bruciava sulle sponde
degli occhi, scivolando nei respiri.
I lieti giochi, come arcobaleni
sfumarono coi grani dell'incenso,
svaniti all'improvviso coi sorrisi
dorati, fra le nuvole e l'immenso.
Fu pioggia, poi la grandine ed infine
la neve diede bianca sepoltura
ai sogni dell'aurora che risorge
nei sogni della notte e li colora.
E mi sa di dolcezza il breve lampo
di luce che fu inizio della fine,
un tempo assaporato oltre lo spazio
del tempo che sormonta il mio confine.
2 commenti:
davero molto bella, complimenti.
Splendida Perla, veramente bella ....Sei poesia
Bacio Patty
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