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15 novembre, 2012

Serata

L’ immagine sbiadisce e poi scolora
il sogno che credevo fosse vero,
il bianco in negativo si fa nero
ed il tramonto sembra sia l’ aurora.

I colli, i monti, le brevi pianure
non mi dicono più del loro canto,
il cielo si è ridotto a un freddo manto
che non scalda la terra di premure.

La pioggia dell’ autunno mi ristora
ma non può nulla sugl’ intimi umori,
i giochi di fanciullo, i primi amori
mi tornano sovente, e di quell’ ora
odo l’afflato ingenuo ed innocente.

Ora la pioggia è fitta e più battente,
e la radio propone le canzoni
di quelle bianche e splendide stagioni
quando il sogno era palpito fremente,
ma nulla più rimane, proprio nulla
in questa opacità triste e silente.

Due piatti sopra il piano di cucina,
le posate in disordine e i bicchieri
abbandonati come gli schinieri
che non fanno più guerra, e la mia Nina*
mi interroga con gli occhi fondi e neri.


- Gesuino Curreli -

* un bassotto che mi fa compagnia

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