Poi sotto le palpebre gonfie
di pianto, di sogni, pensieri
taciuti tra i segni che all'alba
mi lasciano gli occhi cerchiati
di viola, nascondo emozioni
che ammetto soltanto a me sola.
L'aurora si appoggia sul giorno
soltanto un momento e scompare
tra il nero respiro d'eterno,
nel fondo salato del mare.
Ritorno così sul quaderno
scrivendo del mesto paesaggio
d'inverno che sembra un inferno
rifletto e mi faccio coraggio.
Seppure mi prende il respiro
quel gelo e rattrista il mio passo
riprendo dal cuore un ricordo
dolcissimo e, sotto lo sguardo
le lacrime sciolgo, le ingoio
col buio e le do al calamaio.
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