Adesso c’è il silenzio che mi chiama
a pensare di me dentro quest’ora
piena di una mestizia che addolora
anche se tanta gente so che m’ama.
E’ fortuna, fortuna avere mani
che porgono una stretta, e aver parole
caldissime nel petto quando duole
e si fa incerto e vago ogni domani.
Un viso che regala anche un’occhiata,
solo un sorriso per mille carezze,
domande mai insistite per le asprezze
lasciate da ogni cosa ch’è passata.
Adesso c’è il silenzio che mi chiama
e so che in me c’è tanto del passato,
pochissimo presente e indecifrato
il tempo che mi attende e mi reclama.
E’ fortuna, fortuna avere i segni
che svegliano i perché di ogni respiro
nel breve passo del fatale giro,
tra candide visioni e amati sogni,
finché dura la vita, e nei disegni
c’è il mai svelato senso al quale aspiro.
- Gesuino Curreli -
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