Aprile e le rondini, il tetto,
più sotto il mio letto disfatto
su cui giace un sogno a brandelli
tra fiori di pesco e profumi
di mare ma il gelido sole
si è alzato serrando i cancelli.
Disdetta, sto qui seppellita
dal giorno e mi sento perduta
fra botti, rimbrotti, ritratti
di bocche riscritte a matita.
Non c'è una finestra e l'uscita
di questa incredibile giostra
che va in senso orario mi gira
la testa e con mano sinistra
maltratto la tela del cielo
non celo l'ironico ghigno
stringendo il dolore nei pugni
di versi con cui copro i segni.
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