Arrivano i "percome" passeggiando
su bighe alate, vittoriose menti
poetanti si rilanciano allo sbando
con l'alito divino, nelle vesti
ampie, fluttuanti, con leggiadri gesti.
Percome dunque vista, sembra stanca
la bianca e nivea coltre di parole
che in quest'inverno forgia beni al sole
e in primavera si matureranno
quantunque siederanno sullo scranno.
E dunque se i percome son finiti
mi tornano i perché da ricamare
in versi sparsi e spersi, tra bacheche
ed angoli di storie personali,
di siti, seta, sete e stille amare.
- Francesco Burgio, perlanera -
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