Avrò di te l’amaro che mi piace
e il dolce che mi inganna e mi avvelena,
avrò da te la fiamma ed io, falena,
sarò vicina quando tutto tace.
Sarai tu cielo ed io, sparuto in volo,
avrò sugli orizzonti il mio sestante,
e tu mi ospiterai come un natante
offrendomi le nuvole per molo.
E sarà un mare fatto d’acqua ed aria
di stelle e pesci dentro una mistura
di rare assurdità senza misura
in una dimensione straordinaria.
E noi essenze d’anima e vitali,
ma senza desinenze di materia,
avulsi da peccati e da miseria,
e spinti nell’ immenso senza le ali,
saremo embrione e propaggine estrema
del senso primordiale dei natali.
Cosa che sfugge al peso e alla misura,
l’immenso fatto a nulla e il nulla immenso
come lo spazio breve in cui ti penso
diventa immensità che fa paura.
- Gesuino Curreli -
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