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19 dicembre, 2012

Ballando col fantasma del castello

Sono un bagatto, un matto o un teppistello,
lancio birilli, anelli, dadi e piedi
di porco, sterco, inforco questo e quello
ballando col fantasma del castello.

In questa reggia d'anime burlone
il mastro che amministra s'amminestra
le grazie e Vostra Grazia, grazziaddio,
non vi strozzate poi con gli usurai
seppure v'ingozzate più che mai.

Giravolta la carta, la bandiera,
la faccia, il dopo, il topo dalla tana
lo staneremo, casomai a San Remo,
emblema della musica nostrana.

Tra figli di papà o di una puttana,
statue parlanti, cantici alla luna,
lunatiche maree, mòrammazzato
il filo del pensiero che ho strozzato
con l'acqua in bocca soffocando il fiato.

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