Che guaio, mammamia, per te ci muoio
nel buio della notte e piango sola
tra le lenzuola, il gelo, il calamaio,
i fogli e la tristezza che mi ammala.
Sei febbre che mi brucia ogni respiro
e brancolo sui fili del pensiero
fra la disperazione ed il delirio
dei sogni in cui mi appari e sembri vero.
Che guaio l'indicibile sconforto
che all'alba sveglia il sole e il solo segno
di te è la nostalgia che resta in fondo
all'anima e il mio mondo sembra estorto.
Nessun commento:
Posta un commento