Ci si innamora qui, ci si colora
la pelle con l'argento delle stelle,
il piatto piange mentre fa baldoria
il Patabum che spara caramelle.
La massa grossa è sopra la carcassa
ma c'è chi ha pure solo un filo d'ossa,
comunque sia compare in questa ressa
e all'alito del vento ci si infossa.
Ci si colora qui, ci si ristora,
parole fascinose e buone e belle,
spiacenti se si oscura la lettura
ma la vetrina passa solo quelle.
Un reggimento si reggeva i piedi
per non cadere in terra sull'inciampo
del tempo dove il lampo era uno stampo
di rame a squame e trame di catrame.
Sul poggiapiedi si reggeva il mento
col fiato profumato di mentolo,
due fiaschi d'olio, un litro di barolo
e il coro ti sembrava un solo assolo.
La ruota la terremo qui di scorta,
non resteremo a piedi all'occorrenza,
così lei sta già lì, dietro la porta,
hai visto mai dovessi stare senza!
Dietro la porta lasciala da parte,
fra gatte smorte e riempiti la sporta,
mangiando l'uovo cuoci la gallina,
domani, sai, potrebbe andarti storta!
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