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31 dicembre, 2012

Adesso che hai scoperto il mio segreto

Eccerto, amico mio, ci hai preso in pieno
e adesso che hai scoperto il mio segreto
mi genufletto e ti confesso tutte
le colpe con lo scalpo sul sagrato.

Per scrivere di questi sciocchi versi
confido e affido ad un generatore
di poesie le mie malinconie,
due avverbi ed, ovvio, la parola Amore.

Ieri, ad esempio, volli ribellarmi
ai versi, poiché vidi uno sciacallo
col collo tanto lungo che mi parve
volasse rasoterra come un pollo.

Così invece di Amore, scrissi, Mira,
nel senso di mirare dritto al centro
la satira che mi frullava in mente
e in men che niente già gli andava incontro.

Fu scontro di pensieri e di parole
d'ipocrisia, di scalpiti scalzanti
che l'ingozzò di bile al controsole
per rotolarsi al sale dei tormenti.

Il pollo arrosto stava a mezzobusto
imbottigliato, o forse impantanato
nel guasto in cui, probabile ebbe gusto
d'impegolarsi ancora...e fu spacciato!

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