E adesso è giunto il tempo dei "giammai",
te l'aspettavi, vero? Già ti vedo
sorridere tra fogli e calamai,
di questo mio delirio crudo e credo
che dunque qui sta bene, dir "giammai"
avrà la compiacenza di un aedo.
"Giammai" nacquero quindi dalle onde
concentriche sul velo blu del lago
specchiante nembi azzurri, fole bionde
e fili d'erba secca come spago.
Perdona, amico mio, se ora divago
tra virgole o due, tre punti di fuga
sul bagnasciuga mentre non mi spiego
giammai, per cui, non scrivo mai una riga
che renda fata la mia penna strega.
Credo che quei "giammai" siano poi nati
per chi va, come me, controcorrente,
che il mare affoga (non ci fa una piega!),
se non si accoda al verso della gente.
Nessun commento:
Posta un commento