Non bastano le notti a ricoprire
quei graffi che hai scolpito nel mio cielo,
sotto la pelle, in fondo alle radici
dell'anima, tra i soffi del respiro.
Ho stretto sotto al letto tutto il niente
di me che mi è rimasto tra le mani
ma avanzo con lo sguardo trasparente
nel gelo in cui hai segnato i miei domani.
Ho stretto la coperta, ormai infeltrita,
dei sogni che si appoggiano alla vita.
Malgrado tutto un "grazie" te lo devo:
il male è la ragione per cui scrivo.
La croce che hai piantato nel mio fiato
mi ha spinta sottoterra, oltre la foce
di questa brevità che non ha senso
alcuno e già cammino nell'immenso.
Non bastano le notti a prosciugare
il fiume di tristezza che mi scorre
nell'anima ma quelle stille amare
l'inchiostro me le muta in fole azzurre.
E scrivo sulle righe del dolore...
se scendi in fondo puoi sentirci il cuore.
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