Guarda le dita, guarda i polpastrelli,
non danno più carezze da una vita
guarda come si è spenta e inaridita
la voce che cantava gli stornelli.
Mischio quattro parole di ignoranza
e spargo rime per farmi contento
ma non so se riesco nell’ intento
col quale ardisco pieno di speranza.
Saranno rime di poca importanza,
quattro parole e poi il sogno che segue
come una scia di stella quando esegue
parabole indicibili e la stanza
della notte si accende del suo incanto.
Io no! Io no! Non così tanto !
Solo un barlume dentro il chiaroscuro
di giorni uguali, avari di sostanza,
quando con entusiasmo mi misuro
per tradurre il dolore con un canto.
Guarda le dita, guarda i polpastrelli,
non danno più carezze da una vita
guarda come si è spenta e inaridita
la voce che cantava gli stornelli.
- Gesuino Curreli -
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