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03 dicembre, 2012

Inebriata di verde

Fu un'aria inebriata di verde
marino ed azzurre distese,
scroscianti cascate, di attese
negli occhi bruciati dal sale
di un sole più spento che spinto
a sciogliersi lì all'orizzonte.

Fu il fiato bagnato del cielo
tessuto da fili di pioggia
battente sui vetri appannati
a dare una foggia maestosa
al bianco castello d'infanzia
che vive al di là del mio crollo.

Fu un vento che aveva il sapore
di mare tra il buio e l'arcano
stellare, sfebbrava i respiri
malati di malinconia.
Compagno di veglie e sospiri
notturni scriveva quei giorni
con fole di sogni e Poesia
per dirmi degli attimi eterni
del tempo che sa di magia.

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