Di nuvole il letto del fiume,
infiocca barlumi negli occhi
sfiaccando le gracili piume
cadute da nidi di rame.
Rammento che lì sulle prime
folate bagnate d'aurora,
ignara del tempo e le brume
gelate in cui piomba la sera,
vestivo di sogni la nuda
realtà che spazzò la mia strada.
L'adagio del mare sui venti
rapisce da sempre i miei sguardi,
più forte di quelle correnti
fiumane che vanno a momenti.
E' un filo di voce che lega
profumi d'immenso, ricordi
di cieli, nell'anima appaga
la sete di nuvole e fiordi.
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