Sbocciarono sul prato una mattina
d'autunno fra le gocce di rugiada
e i fili d'erba nuova, rotolando
per diramarsi a ogni angolo di strada.
Lucenti come neve sopraffina
quantunque attraversassero l'inverno
volando rasoterra, sempre in cima
della sapienza fecero ritorno.
Alcuni si spellavano le mani,
cert'altri promettevano fiocchetti
e doni natalizi tra gli spazi
di quando in quando, fole coi merletti.
Ordunque i quando andarono fiorendo
su labbra ebbre di miele e di foschia,
nelle pupille di pupilli bolle
piene di nulla furono poesia.
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