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12 dicembre, 2012

Tra cenere ed ombre

Mi brucia gli occhi l'alito glaciale
del mare, mi ricorda il suono sordo
di un freddo campanile che metteva
in fuga le colombe accoccolate
scrosciando le sue note improvvisate.

Il prete ricamava a fin di bene
parabole su reti di parole,
misteri d'insondabile chiarore
tra nuvole d'incenso ed il profumo
di rose rese spine sull'altare.

Poi petali di istanti come piume
sfiorirono sui piedi della croce
di colpo e si disfarono le trame
del cielo. Il mare spense la sua voce.

E muore all'orizzonte un altro sole
che affonda nell'abisso della notte
il giorno, il fiato, un soffio di parole,
tra cenere di sogni ed ombre rotte.



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