Fu la tua mano fresca sulla fronte
febbricitante a farmi risvegliare
sull'ultimo bagliore dell'infanzia
fra i segni del morbillo, la penombra
delle persiane chiuse e le fessure
da cui passava un brivido di luce.
Così anche questa notte ti ho sognato
ancora, nel serale controluce
che mi ricama in oro il tuo profilo
amato come il sole del mio cielo.
E' tua la mano che mi riempie ancora
le palpebre di pioggia silenziosa,
la febbre malinconica che sale
dal fondo di me stessa e delirando
respiro il tuo pensiero ma non passa.
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