S'annoda in silenzio il mio pianto
ghiacciando il pensiero al pensiero
di un verso da sciogliere al sole
cui ormai non domando parole.
Poesia moribonda di un male
che ha spento il colore negli occhi,
la voce del vento è glaciale,
sorvolo sui pugni dei fiocchi.
Ma qui troppi baci di Giuda
su veli di carta carbone
ti strappano a morsi il respiro...
Ormai, cosa resta di vero?
Il fine giustifica il plagio,
la corsa a corone, vetrine,
la palma vermiglia per fregio...
E scrivo e mi sento a disagio.
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