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19 febbraio, 2013
La sabbia, poi la nebbia
Un passo verso l'onda e si ritira
il mare, cancellando la mia impronta,
i merli sulle torri di un castello
di sabbia, poi la nebbia mi sormonta.
Guardavo l'orizzonte da un'aurora
durata forse meno di un istante,
poi voci, imprecazioni, risa amare,
la pioggia, il vento con la sua corrente
spezzò i virgulti di una primavera
che passò all'ombra senza germogliare.
Un passo verso l'onda e la radura,
l'arsura di una febbre delirante,
la sabbia, poi la nebbia, poi la nebbia
di giorni da cui non si può fuggire.
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