L'anelito del vento si scioglieva
sul dorso di papaveri fruscianti,
l'aurora intravveduta dietro a un vetro
sfumava nell'alone del suo fiato.
Chissà dove vagavano i miei sogni
smarriti nel respiro della nebbia
appiccicata ai veli della sera
che assecondava il buio d'ora in ora.
C'era la solitudine compagna
di notti bianche e giorni a cieli neri
come l'ardesia, nuvole di spugna
pregne di pioggia, cupi batticuori.
La voce blu del mare la intuisco
nei rivoli scorrevoli, dal fiato
profondo dell'immane nostalgia
che graffia il cuore con la sua Poesia.
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