- Non sei di qui -, mi dice il suo silenzio
e forse pure l'epoca ho sbagliato,
il passo stenta, sempre inadeguato,
mancina, clandestina, claudicante,
nel senso inverso prendo la corrente.
- Non sei di qui, non parli la mia lingua -,
mi arrabbio, ma alla fine non ha torto,
dovrei seguire il branco o mi dissangua
col calpestio, il dolore, lo sconforto.
Di qui non è nemmeno questo bene
che cresce senz'averne l'intenzione.
Non sono no, di qui, nè lì, nè altrove
in questo breve viaggio verso un cielo
tarpato come i sogni in cui non volo
fra lune che mi ammantano di gelo.
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