Un'unghia lunare smaltata
di luce opalina s'aggrappa
a un nembo vagante, galoppa
l'istante e la mia fantasia.
C'è troppa pochezza qui a terra,
di vita, che il cielo sotterra,
lustrini, ruffiani col calco
del sole a contarsi le mani.
Qualcuno ha strappato alla notte
le stelle, fu come accecare
pupille, smorzando bagliori
fulgenti nei canti del mare.
Singhiozza, stanotte nel buio,
profondo silenzio del cielo,
fra un'unghia smaltata ed un velo
pietoso tessuto col gelo.
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