Un muro di nuvole scure
richiude l'arcata del cielo
la notte non passa, non cede
al giorno l'azzurro respiro.
Su vetri annacquati dei volti
si fondono insieme alla guazza,
rimangono sguardi irrisolti
che brina un sospiro di brezza.
Su mute finestre ravviso
dei fiori, le tombe dei vivi
tra rivi di pioggia che scheggia
l'asfalto, lo sbatte sul viso.
Ho teso le mani nel buio
smaltato di questo carnaio
e adesso non ho più le dita
per stringere un soffio di vita.
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