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30 aprile, 2013

Un casto saliscendere dei sensi

E poi di nuovo il vento a sussultare
le nuvole fra rondini e sparuti
raggi di sole, sfoderando il mare
che affoga spicchi d'ambra sprovveduti.

Era di ieri il chiaro luccicore
che m'abbagliava gli occhi sulla sabbia
fasciati a nebbia e il canto fu rumore
di passi in solitudine nel cuore.

Stanotte pure il cielo è stupefatto
del lieto saliscendere dei sensi
sulla collina casta cui ci accosta
la crosta di un biancore già disfatto.


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