Ricordo quel campo di grano
nel sole di luglio, i riflessi
del cielo, i papaveri rossi,
del mare il tremore lontano.
Le rose aggrappate sui muri
scrostati, il cancello di legno
smaltato d'azzurro sembrava
chiudesse al di fuori ogni sogno.
E lì, con il naso schiacciato
sul vetro ascoltavo i respiri
dei fiori, dei battiti d'ali
sfreccianti sul fiato dei venti.
Ricordo la strada sterrata,
la polvere, curve, poi il fiume
che ai soffi dell'erba rinata
stillava il suo fresco barlume.
Rivedo mia madre in ginocchio
tra i fili di verde, i lenzuoli
sul velo dell'acqua e mi sembra
lo specchio di un sogno a colori.
Lo spazio oltre il freddo cancello
che chiude la vita al di fuori.
nel sole di luglio, i riflessi
del cielo, i papaveri rossi,
del mare il tremore lontano.
Le rose aggrappate sui muri
scrostati, il cancello di legno
smaltato d'azzurro sembrava
chiudesse al di fuori ogni sogno.
E lì, con il naso schiacciato
sul vetro ascoltavo i respiri
dei fiori, dei battiti d'ali
sfreccianti sul fiato dei venti.
Ricordo la strada sterrata,
la polvere, curve, poi il fiume
che ai soffi dell'erba rinata
stillava il suo fresco barlume.
Rivedo mia madre in ginocchio
tra i fili di verde, i lenzuoli
sul velo dell'acqua e mi sembra
lo specchio di un sogno a colori.
Lo spazio oltre il freddo cancello
che chiude la vita al di fuori.
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