Il sospiroso bianco di una nebbia
d'ovatta si distende sulle mura
ancora taciturne, ancora avvinte
dal filo delle favole notturne.
I frulli d'ali spiegano i pensieri
raccolti fra sospiri, rami spogli
d'estate, le stagioni già passate
in cui la luce aveva altri colori.
E trema il muto velo delle foglie
bagnate d'ocra, di riflessi rossi,
di lucida rugiada che non scioglie
il verso malinconico ai miei passi.
Saranno storie spese a riscaldare
un fuoco freddo, il gelo nelle mani
di sere solitarie, le memorie
nostalgiche di bimbi ormai lontani.
*** *** *** ***
Qua e là qualche sbuffo di cipria
d'aurora sbrindella l'orbace
del cielo, qua e là qualche volo
disperde nell'aria il suo assolo.
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