Mannaggia. Questa pioggia ricomincia
a scorrere sul giorno come un fiume
dall'orlo dell'aurora, si rilancia
nei sogni già affogati nel catrame.
Una civetta canta svolazzando
da una finestra all'altra con un frullo
d'ali e uno zampettio che strappa al buio
il velo del silenzio in cui scompaio.
Che guaio! Sarà un'altra notte insonne
sul filo della lama di una luna
per cui nessun respiro passa indenne
nell'anima affondata dalla piena.
Mannaggia. Ricomincia pure il vento
a dire l'eco di una gatta morta,
risorta dalle ceneri di un pianto
che ha sotterrato il sole e mi sconcerta.
Sogno e son desta in questo andirivieni
di ondate in cui inabisso, senza fiato,
con gli occhi pieni di malinconia...
ma vaffanciullo a tanta ipocrisia!
a scorrere sul giorno come un fiume
dall'orlo dell'aurora, si rilancia
nei sogni già affogati nel catrame.
Una civetta canta svolazzando
da una finestra all'altra con un frullo
d'ali e uno zampettio che strappa al buio
il velo del silenzio in cui scompaio.
Che guaio! Sarà un'altra notte insonne
sul filo della lama di una luna
per cui nessun respiro passa indenne
nell'anima affondata dalla piena.
Mannaggia. Ricomincia pure il vento
a dire l'eco di una gatta morta,
risorta dalle ceneri di un pianto
che ha sotterrato il sole e mi sconcerta.
Sogno e son desta in questo andirivieni
di ondate in cui inabisso, senza fiato,
con gli occhi pieni di malinconia...
ma vaffanciullo a tanta ipocrisia!
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